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Il paese con divieto di speranza

 Il ridicolo circo della politica italiana

Ieri sono terminate le primarie del cosiddetto Partito Democratico e con mio grande rammarico ben 3 milioni di italiani si sono recati ad esprimere la propria preferenza scegliendo uno dei tre oscuri personaggi proposti dalla nomenklatura di partito. Ovviamente una falsa scelta proposta da un partito che ha già deciso da almeno un paio di decenni una linea di destra ultraliberista che ha poco a che vedere con qualsiasi ideologia di sinistra.

Purtroppo molti, troppi italiani questo non lo hanno capito regalandogli ben 6 milioni di euro, come se i danari che questi individui ricevono da ogni parte non fossero sufficienti, scegliendo il più conservatore dei candidati, giovane solo anagraficamente, ma con idee e modi che rimandano al più tetro passato. Mi resta difficile capire come i pessimi risultati conseguiti dagli ultimi due governi sostenuti dal PD e amici non siano bastati a far tornare gli italiani alla realtà. Eppure hanno provato i governi Monti e Letta, espressione del peggiore europeismo filo-germanico e banco-centrico, diretta espressione di questa ridicola e offensiva sinistra italiana. Non che la destra italiana sia meglio: dopo anni di osceno teatrino messo in scena da un vecchio con i suoi vizi da psicotico arteriosclerotico, processi di ogni tipo in cui è stato anche condannato, il legittimo impedimento, ora c’è stata anche la pseudo scissione fasulla di Alfano, che è servita solo a non far nascere un nuovo e vero partito di destra e a crearne uno fantoccio al servizio di Berlusconi che solo apparentemente raccoglie i dissensi da questo.

Il fatto che nonostante tutto ciò gli italiani persistano nell’accordare la fiducia a questi orribili personaggi fa capire che non esistono davvero più speranze per questo paese fallimentare destinato al fallimento e per colpa degli italiani stessi, l’unica possibilità che hanno è quella di riscoprire le proprie origini e le proprie vere comunità che non sono né storicamente né culturalmente l’Italia. I liguri in particolare devono riscoprire la propria identità e diritti e darsi un governo autonomo che possa dare nuova vitalità, speranze e opportunità a questa terra.


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