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I 10 valori della civiltà ligure

La Comunità Genovese è stata il nucleo originario che dal 1090 al 1815 ha, pazientemente, con saggezza e tenacia, portato avanti il compito di creare la REPUBBLICA di GENOVA, Stato-Nazione Liguria piccolo, rispetto alle grandi monarchie ed imperi europei, che ha lasciato però una vera e propria “impronta” di autentica CIVILTA’. Per comprendere tutto questo occorre innanzitutto capire bene quale era, fino al 1815, il contesto “sociale-politico” dominante.


 

Quando il Congresso di Vienna decise, ARBITRARIAMENTE, di togliere l’indipendenza alla Liguria, l’Europa, ma non la Liguria, era dominata da monarchie, imperi e signorie dove i privilegi, i soprusi, le angherie e le violenze erano all’ordine del giorno. La rivoluzione francese del 1789 aveva cercato, anche se con un bagno di sangue, di rovesciare tutto questo, ma l’avvento prima di Napoleone e poi il restauro delle monarchie aveva “ristabilito l’ordine costituito” . La Comunità Genovese-Ligure, come sempre nella sua Storia, era stata “completamente DIVERSA”. Il suo autentico spirito mercantile aveva fatto sì che anticipasse di secoli quelle che oggi sono le moderne DEMOCRAZIE REPUBBLICANE ( e FEDERALISTE ).


 

Solamente se si comprende a fondo tutto questo, si può capire come mai, in più di 700 anni di “Repubblica di Genova”, il POPOLO non si sia mai rivoltato contro la sua classe dirigente, ma abbia invece preso le armi e fatto rivolte per cacciare via gli invasori ! Perché tutto questo?

Perché la “Repubblica di Genova” era, per quei tempi, uno degli Stati più liberi e democratici. Aveva saputo creare una vera e propria CIVILTA’ LIGURE, che aveva saputo elaborare almeno DIECI VALORI fondamentali che “permeavano” la sua Comunità, che abbiamo sinteticamente elencato qui di seguito


I 10 VALORI DELLA CIVILTA' LIGURE:


1.   Centralità ed importanza del LAVORO in un mondo che, in quel tempo, vedeva invece prevalere le consuetudini feudali dei signorotti (re, imperatori, feudatari, ecc..) che vivevano sfruttando il lavoro degli altri, come vere e proprie rendite parassitarie sulla Gleba;

2.   SOLIDARIETÀ e TUTELA delle persone più deboli, che allora si svolgeva sotto il nome di beneficenza, che vide nella Repubblica di Genova la nascita dell'Albergo dei Poveri, dell'Ospedale Pammatone, ecc. e di una vera e propria legislazione sociale per tutelare i lavoratori nei confronti dei datori di lavoro, anche attraverso un Magistrato, anticipando così di secoli le attuali normative del Lavoro;

3.   LOTTA a qualsiasi forma di razzismo o di ghettizzazione, fino al punto di aver saputo accogliere dei profughi albanesi, i Durazzo, che liberati dalla schiavitù e diventati uomini liberi, ma rispettosi delle leggi e consuetudini della Repubblica, seppero meritarsi la stima e la fiducia della popolazione a tal punto che dettero ben otto Dogi alla Repubblica (nota: i Dogi sono nove se si considera anche quello del periodo napoleonico) e divennero una delle famiglie più stimate della Comunità;

4.   SEPARAZIONE assoluta fra Chiesa e Potere Civile, al punto tale che i prelati non potevano assurgere a cariche pubbliche;

5.    TOLLERANZA religiosa ed ostracismo a qualsiasi fondamentalismo, quando in tutta l'Europa imperversava la durissima e crudele Inquisizione;

6.    Forma istituzionale REPUBBLICANA, per quei tempi già democratica (il Consiglio Maggiore della Repubblica era composto da 400 membri; le deliberazioni richiedevano una maggioranza qualificata, i 2/3, spesso i 4/5), quando in tutto il mondo di allora dominavano le monarchie feudali, ereditarie, dispotiche ed autoritarie;

7.    ORDINAMENTO INTERNO Ligure già federalista, leggero e poco burocratico consono a un popolo che rifiutava la guerra come strumento di conquista e di dominazione dei popoli: le Comunità liguri avevano propri "Statuti" ed erano legate alla Repubblica di Genova da veri e propri "patti federali", al punto che la Repubblica di Noli si autogovernava così come faceva la Magnifica Comunità degli Otto Luoghi (Camporosso, Vallebona, Vallecrosia, San Biagio, Sasso, Soldano, Borghetto e Bordighera);

8.    TUTELA ambientale, paesaggistica e urbanistica, si pensi al buon uso del territorio fatto con le famose "fasce" liguri e ai bellissimi centri storici delle nostre comunità avuti in eredità dai nostri avi;

9.    CONTROLLO "a posteriori", sempre e comunque, dell'operato della classe dirigente, con l'Istituto dei Supremi Sindicatori, esatto contrario di quanto avviene oggi essendo il controllo a priori o durante l'esercizio del Governo e realizzato attraverso una pesantissima burocrazia, capace di paralizzare o quanto meno rallentare notevolmente l'efficacia dei legittimi poteri decisionali di chi governa, eletto dal consenso popolare;

10.    ORGANIZZAZIONE POLITICA basata sul RIFIUTO della tirannia e della guerra di conquista dei territori e dei popoli, spesso pagando i signorotti e tiranni locali per riscattare le popolazioni che desideravano entrare a far parte della Repubblica di Genova e, nello stesso tempo, rispettando le sovranità dei Feudi Imperiali.

 

Serenissima Repubblica di Genova -Stemma del Proclama del 1814


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