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Liguria Rifiuti Zero: obiettivo possibile

Rifiuti Zero è una strategia che si propone di riprogettare la vita delle risorse in modo tale da riutilizzarle, facendo tendere la quantità dei rifiuti da conferire in discarica allo zero.

Vista l’attuale situazione ambientale occorre un cambio radicale nell’organizzazione economico-produttiva passando dall’attuale società lineare, che prevede l’uso delle risorse e il successivo conferimento in discarca o inceneritore, a una società ciclica in cui i rifiuti vengono riutilizzati e riciclati, oggi questo è già possibile, occorre solo la volontà politica di attuare tale modello. La strategia rifiuti zero è già attiva in diverse parti del mondo, ad esempio a San Francisco, dove attualmente si è al 78% di raccolta differenziata.

Il MIL vuole che Genova e la LIGURIA diventino la "capitale mondiale della qualità della vita" per questo ha deciso di portare avanti con DETERMINAZIONE, e non solo a parole, una PUNTUALE e FORTE politica AMBIENTALISTA in cui i rifiuti devono essere smaltiti in maniera ecologica diventando una fonte di ricchezza e non semplicemente un problema. La strategia Rifiuti Zero va in questa direzione.

Come attuarla?

Occorre innanzitutto ridurre il più possibile la produzione dei rifiuti, in questo devono partecipare le istituzioni, i cittadini e le aziende. Alcune azioni da intraprendere sono, ad esempio, l’uso di acqua del rubinetto, detersivi alla spina e il divieto d'utilizzare sacchetti di plastica. E’ importante anche acquistare solo prodotti realmente necessari evitando il consumismo compulsivo.

Fattore fondamentale è la raccolta differenziata; e l’unico modo per arrivare ai dei risultati soddisfacenti è la raccolta porta a porta. Infatti dove ci sono cassonetti stradali, la raccolta differenziata difficilmente supera il 30-35% mentre con quella porta a porta si può arrivare a oltre il 70%.

A tale scopo si devono inserire dei contenitori appositi in ogni civico diminuendo i cassonetti stradali. Sarebbe utile che le nuove abitazioni prevedessero dei locali per la raccolta differenziata.

La composizione rifiuti

Da diverse fonti si evidenzia come i rifiuti organici sono circa il 30% del totale. Quindi, per ottenere dei buoni risultati globali, occorre perseguire un’ottima differenziazione dei rifiuti organici. Fra l’altro questi ultimi, qualora deposti in discarica, producono grandi quantità di percolato inquinando suoli e falde acquifere, per non parlare della fermentazione che produce metano: un gas serra 3 volte più pericoloso della CO2.

 

(fonte buonsenso.info)

I bidoni

Si propone di utilizzare 3 tipi di bidoni in tutta la Liguria:

blu: per carta, plastica, metallo, alluminio, vetro. (la separazione di questi materiali avviene successivamente in impianti dedicati).

verde: per l'organico, dove sono raccolti tutti gli scarti alimentari.

marrone: quello per i rifiuti non riciclabili.


(ecco i 3 tipi di bidoni a San Francisco)

 

Utilizzo dei rifiuti organici (bidone verde)

I rifiuti organici possono essere utilizzati per la produzione di compost: un fertilizzante pulito e più efficace di quello prodotto sinteticamente. In alternativa si può produrre biogas per alimentare mezzi pubblici (come in Svezia) o produrre corrente elettrica.

Recupero materiali edilizi

Altra questione importante in campo edilizio è la "decostruzione" organizzata di appartamenti e il riutilizzo dei materiali.

Incentivo per aziende e cittadini

Per incentivare la differenziata si deve attuare un meccanismo secondo il quale si paga in base alla quantità di materiale indifferenziato depositato (bidone marrone). Vale a dire più si ricicla meno si paga.

Vantaggi economici e occupazionali

Vi sono ricerche che dicono che con una strategia incentrata sul riciclo si hanno 15 volte i posti di lavoro che si hanno con discariche e inceneritori (fonte CONAI).
Inoltre senza incentivi pubblici gli inceneritori sono antieconomici, in quanto producono meno energia di quella che serve a bruciare i rifiuti. A favorire questi dannosi impianti c’è il vergognoso provvedimento italiano Cip 6 che assimila gli inceneritori alle fonti di energia rinnovabili, legge che avvantaggia particolarmente le raffinerie italiane, che negli ultimi anni hanno costruito assurdi e inquinanti impianti di gassificazione degli scarti del petrolio allo scopo di produrre energia elettrica.

Qualche calcolo per la Liguria

Si può stimare una produzione 500kg/anno procapite di rifiuti (Fonte Osservatorio Nazionale dei Rifiuti). Quindi assumendo i dati del precedente grafico: 30% Carta-Cartone, 30% Organico, 11% Vetro, 8% Plastica ed essendo la popolazione Ligure di circa 1'600'000 si potrebbe ottenere un recupero di

Carta

240’000 t/anno

Organico

240’000 t/anno

Vetro

88’000 t/anno

Plastica

64’000 t/anno

 

Per saperne di più leggi la posizione del MIL sui rifiuti.


Alêgri!



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